Ultima modifica 26/02/2024 02:58:19

La Regina Sonja di Norvegia: Storia dell’abito da sposa commissionato presso i Grandi Magazzini


L’attuale regina di Norvegia vanta di una formazione in moda e sartoria, cosa che influenzò la scelta dell’abito del suo abito da sposa. Optò per un design che rispecchiasse l’eleganza del periodo senza eccessi di lusso. Sorprendentemente, al posto di una tiara, scelse un semplice mazzolino di fiori finti per tenere fermo il velo sulla sua testa.

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@aneacostumes via Instagram

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L’abito nuziale di Sonja di Norvegia, indossato più di cinquant’anni fa per il suo matrimonio con il principe azzurro, narrava la felice conclusione di una storia d’amore lunga e travagliata, che era iniziata quasi un decennio prima. In un’epoca in cui gli eredi al trono non potevano scegliere liberamente il proprio amore, era essenziale selezionare un abito che riflettesse la personalità di colei destinata a diventare regina.

Il 29 agosto 1968, Sonja passò da donna comune a principessa con eleganza e risolutezza, imprimendo la sua personalità in ogni dettaglio dell’abito che segnava un nuovo inizio. Avendo studiato moda e sartoria, fu coinvolta direttamente nella creazione del suo abito nuziale. Scelse di abbracciare il mantello reale, ma rifiutò la tiara, lasciando intatta la scatola dei ricordi di famiglia per i futuri giorni. Questa è la storia di un momento cruciale nella vita di una regina, raccontata attraverso un abito che ha segnato un’epoca.

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L’abito dei Grandi Magazzini

Invece di rivolgersi a una rinomata maison (come avvenne per il vestito della regina Fabiola del Belgio nel 1960, firmato da Balenciaga) o a un prestigioso atelier che già serviva la casa reale, come avevano fatto Beatrix dei Paesi Bassi e Margrethe di Danimarca prima di lei, Sonja Haraldsen fece una scelta insolita: si rivolse a Molstad, un grande magazzino.

Molstad, un emporio di cinque piani fondato nel 1883, non era solo una catena, ma un punto di riferimento per la buona borghesia di Oslo, offrendo una vasta gamma di articoli, dalla biancheria intima ai capi su misura. Questo emporio era rinomato per la qualità dei suoi prodotti, tanto che i norvegesi lo consideravano un marchio di eccellenza.

Negli anni ’50 e ’70, Molstad conobbe il suo periodo d’oro come grande magazzino. Oltre a offrire modelli francesi su licenza, il negozio impiegava sarte esperte nella realizzazione di abiti couture. Inoltre, Sonja Haraldsen era ben inserita nel mondo della moda, avendo una forte competenza nel settore e provenendo da una famiglia legata al settore.

Con un’esperienza di vendita così competente, era inevitabile che la futura regina di Norvegia fosse accolta con attenzione nel reparto sartoria. La stilista interna Sigrid Muri Vedeler e la sarta Gudbjørg Petlund si misero al lavoro per dare forma ai desideri di Sonja. Il risultato fu un abito nuziale eccellente, svelato al mondo il 29 agosto 1968, quando la paziente sposa fu condotta all’altare da Re Olav, dimostrando così accettazione per quel matrimonio che avrebbe influenzato il futuro della monarchia norvegese.

L’abito

Il vestito presentava un design semplice ma ben strutturato. La tunica di seta color crema aveva maniche a tre quarti leggermente svasate, un collo rotondo leggermente sollevato e una lunga gonna ampia che guadagnava volume grazie a una sottoveste di tulle. L’abito era abbellito da delicati ricami floreali realizzati con perle e cristalli, creando un effetto sottile ma raffinato, opera della rinomata maison Lesage di Parigi. Un tocco di regalità era dato dallo strascico staccabile lungo circa quattro metri, sormontato da un velo della stessa lunghezza.

@nasjonalmuseet via Instagram

Tuttavia, in questa cerimonia nuziale reale, c’era una nota peculiare: la sposa, a differenza della maggior parte degli invitati, non indossava una tiara di famiglia. Solitamente associamo i matrimoni reali alle sontuose diademi, ma Sonja si distinse ancorando il velo a un semplice decoro di fiori di tessuto anziché a un ornamento di diamanti e gemme preziose, nonostante la famiglia avesse una collezione di gioielli adeguata per tale occasione.

L’abito al museo

La coppia reale irradiava un incanto senza tempo in quel giorno di fine agosto più di cinquant’anni fa: il principe Harald appariva maestoso nella sua alta uniforme, mentre Sonja, raffinata e graziosa, incarnava l’immagine della commoner destinata a diventare regina nel 1991, la prima dopo 53 anni.

Oggi, chiunque lo desideri, può ammirare l’abito nuziale, splendidamente conservato nel corso degli anni. È stata la stessa regina Sonja a donare il prezioso abito al Museo di Arti Decorative e Design nel 1976, quando ne era patrona, e ora fa parte della collezione del Nasjonalmuseet di Oslo. Sarebbe stato un vero peccato tenere nascosto in una segreta di palazzo un tale capolavoro di sartoria.

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